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Perché gli uomini non trovano mai le cose?

Lo dicevo io. L’ho sempre sostenuto: non è che siamo ritardati, c’è una spiegazione scientifica a questo problema.Quale?Avete mai provato a chiedere a un uomo di cercare qualcosa? La risposta nel 90% dei casi è: “Non c’è!”.Arriva la donna, con estrema pacatezza si guarda in giro e…tac! “E questo cos’è?”. Ma adesso finalmente possiamo dire che non è colpa nostra! :-DInsomma, non è questione di pigrizia, ma di natura. Il punto sta nella diversa “visione periferica”, che permette di percepire forme, colori e movimenti di oggetti che non sono davanti ai nostri occhi. Le donne sono in grado di vedere con buona precisione fino a 45° dal centro del loro campo visivo (laddove gli uomini vedono già sfocato), e in taluni rari casi sviluppano una visione periferica che sfiora i 180°.Non lo dico io, ma la rivista Focus. Sempre Focus ci spiega che “l’origine di questa distinzione potrebbe risiedere nelle…

Quando ottenere un aiuto diventa una guerra!

Avete presente quando con aria candida chiedete (al vuoto cosmico): “Chi mi aiuta a riordinare?”.Silenzio.Il nulla.Buco nero.Mi sono un pochino consolato, leggendo i risultati del sondaggio realizzato da Puliti&Felici a proposito di famiglia e cura della casa. Hanno chiesto se tutta la famiglia fosse partecipe della cura della casa. Guardate qui i risultati… Percentuale dei Sì che sfiora a mala pena il 25%. Vi prego, ditemi anche voi che ci provate ogni volta a farvi aiutare, ma che la percentuale di successo sfiora sempre lo zero… Eppure, suddividendo le attività, dovrebbe essere più breve e meno ostico mantenere la casa pulita giorno dopo giorno. Sempre gli amici di Puliti&Felici, che non si lamentano come il sottoscritto, ma danno utili consigli, provano a definire alcune piccole collaborazioni che potrebbero aiutarci. Intanto bisogna coinvolgere i bambini!Per i più piccoli potranno essere inventati particolari giochi: contest di danza/canto con la scopa, basket con la biancheria sporca, accumulo punti per…

Giovani, allarme “workhaolism”: 3 su 10 lavorano anche in bagno

Ho appena letto la parola “Workhaolism”. Sapete che significa? Lavorare troppo!Ora vi spiego meglio. Quando ho letto questa notizia, ho avuto due reazioni opposte: stupore (“Non è possibile!”) e conferma (“E’ vero!”).Eh sì, lo ammetto: mi sono sentito tirato in causa. E un pochino la cosa mi dà fastidio. Ma che fare quindi? Cominciamo dal principio. La notizia che ho letto riporta una constatazione oggettiva e misurata: il dilatarsi del tempo dedicato al lavoro provoca l’assottigliarsi delle ore di libertà e l’egemonia della tecnologia e la costante presenza sui social network non aiutano. Questi fattori hanno determinato il delinearsi di uno scenario fortemente stressante e negativo, confermato da uno studio americano pubblicato su Forbes, secondo cui il 66% dei nativi digitali ha ammesso di sentirsi affetto da “workhaolism”, termine coniato nel 1971 dallo psicologo Wayne Oates nel libro “Confessions of a Workhaolic: The Facts about Work Addiction” e che indica “la compulsione o l’incontrollabile necessità di lavorare incessantemente”. Ma non è tutto,…

Stress? In Italia ne soffre il 90% degli uomini

Fermi tutti!Per la Festa del papà regalate una giornata in una beauty farm! D’altra parte, non lo dico io che noi uomini siamo stressati…eh!Lo dice una ricerca condotta da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica) alla vigilia della festa del papà, che evidenzia come il 90% degli uomini italiani soffre di un qualche disturbo di salute derivato dallo stress. Colpa del lavoro principalmente, ma anche dell’evoluzione sociale, dei cambiamenti negli stili di vita e del ruolo dell’uomo all’interno della famiglia. Secondo quanto emerso dall’indagine, l’attività a cui gli uomini dedicano la maggior parte delle energie è senza dubbio il lavoro (56%), seguito da famiglia e figli (52%) e vita di coppia (46%), mentre al tempo libero e all’esercizio fisico vengono dedicate le energie residuali. Inoltre, la maggioranza degli uomini dichiara che se potesse cambiare la gestione del proprio tempo, lo dedicherebbe agli affetti: il 64%…

Giornata del Fiocchetto Lilla: conoscere e prevenire i disturbi alimentari

Sono un uomo e un padre.Non posso e non devo restare indifferente di fronte a un problema più comune di quanto si possa immaginare e che coinvolge ragazzini e ragazzine giovanissimi così come adulti. Parlo dei cosiddetti disturbi del comportamento alimentare.Sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza e oggetto di attenzione sul piano scientifico e mediatico per la loro diffusione e per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione (8/9 anni). Oggi, 15 marzo, ricorre la giornata del Fiocchetto Lilla, resa istituzionale dal Ministero della Salute nel giugno 2018, che si propone di: Difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un disturbo del comportamento alimentare, combattendo i pregiudizi legati ad essi;Sensibilizzare l’opinione pubblica, informando circa la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre;Scoraggiare il distacco e il…

Giovani e sesso: uno su tre lo ha già fatto

Poco tempo fa parlavo con una mamma, che mi raccontava di quanto suo figlio sia bravo a scuola e “anche con le ragazze è molto timido, ben lontano da pensieri su sesso e affini”. E ridacchiava.Sì, sì, ridi, cara mia; mentre tu ridi, tuo figlio probabilmente sta facendo sesso! 😉 Lo so, sono un po’ duro, ma è stato davvero il mio pensiero, dopo che avevo appena letto lo Studio Nazionale Fertilità promosso dal Ministero della Salute. In esso si afferma che la grande maggioranza dei giovani italiani cerca risposte in ambito sessuale su Internet. Poco presente la scuola nonostante la brama di sapere degli studenti. In Italia – per la precisione – un diciassettenne su tre ha già avuto rapporti, ma in molti casi la sua conoscenza in ambito riproduttivo-sessuale non è poi così ampia. E le istituzioni scolastiche non sembrano essere di grande aiuto. Questo è ciò che emerge…

Io e il mio pediatra

Mi rendo conto di affrontare un problema complesso, che non ha vincitori né vinti.Ma voglio capire se sono io ad avere preconcetti, che mi portano a giudicare sempre nello stesso modo situazioni molto diverse tra loro. Sto parlando del rapporto tra genitori e pediatra.Chiariamo subito che il pediatra è un medico e un professionista che opera per la tutela della salute dei bambini. Fin qui non voglio che vi siano dubbi.Nella mia esperienza (prima di paziente e adesso di genitore) ho incontrato pediatri bravissimi, preparati, sensibili e svegli. E come in tutte le situazioni della vita, ne ho incontrati altrettanto incompetenti.Detto ciò, io quando porto una delle mie figlie dalla pediatra, ho sempre la sensazione di fare la figura di quello ansioso (che non sono nella gestione della salute dei figli), ignorante e anche un po’ arrogante, perché vorrei pretendere di saperne di più di lei.Ora…probabilmente noi genitori siamo anche…