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[Horror] Il gruppo Whatsapp di classe

Non era mai capitato, giuro! Ero sempre stato attento a evitarlo come la peste. Sì, sapete, con la scusa del “sono troppo impegnato”, “il mio telefono lo uso soprattutto per lavoro”, etc. ero sempre (e dico sempre) riuscito a non farmi aggiungere a nessun gruppo Whatsapp di classe. Poi è successo l’inevitabile: non ho neanche avuto il tempo di rendermene conto. Insomma, mi hanno raggirato! In un nano secondo, et voilà! Ma come è potuto accadere? Non fraintendetemi. Il gruppo WhatsApp di classe è utile (spesso è un vero e proprio salvavita), ma il rovescio della medaglia è di incappare in mamme e papà che tirano fuori il peggio di loro stessi. Ci tengo a precisare che non riguarda il gruppo a cui sono iscritto io! 😉 A volte può diventare una sorta di luogo oscuro, dove le preoccupazioni si ingigantiscono fino all’eccesso, situazioni semplici e problemi risolvibili diventano casi…

La procreazione assistita raccontata in un diario

Diventare genitori per un uomo e una donna è sicuramente un’esperienza straordinaria e spesso il coronamento di un sogno. Ecco: pensate di desiderare con tutto il cuore qualcosa e un giorno, quando siete pronti a realizzare il vostro sogno, qualcuno, uscendo da una camera grigia di uno studio medico, vi dice freddamente: “Mi dispiace, non potete avere figli senza un aiuto medico”. Credetemi: vi crolla addosso il mondo. Perché non poter aver figli non significa essere sbagliati. E invece in quel momento ti senti sbagliato. Ma sbagliati sono tutti quelli che ti compatiscono. Non tu. Il tema della procreazione medicalmente assistita (PMA) era già stato trattato in questo post grazie alla bellissima favola della Cicogna Fivetta: http://papaimperfetto.it/diario/con-la-cicogna-fivetta-parliamo-di-fecondazione-assistita/ Oggi ne riparlo grazie a un’altra esperienza diretta, quella di Debora Caruso, che ne ha fatto un diario dal titolo “L’Aurora in un diario – Il racconto della mia fecondazione assistita”. Se leggete il…

Affrontare l’adolescenza è un gioco da ragazzi…anzi da bambini!

A settembre Benedetta ha iniziato la prima media e tra poco compirà 11 anni. Ai miei tempi sarebbe stata ancora una bambina. Ora è una preadolescente fatta e finita con l’adolescenza che bussa prepotentemente alla porta. E non è solo questione anagrafica; lo si evince dai suoi comportamenti e dal contesto in cui è inserita. Oggi i bambini crescono molto più velocemente. La tecnologia di cui dispongono li mette a contatto con il mondo esterno in maniera immediata e loro stessi sono sovrastimolati. Un bene e un male. Il punto è: come mi comporto con lei? Per me è ancora piccola, ma per lei è grandissima! Qui ho cercato di riassumere alcuni punti che potrebbero rivelarsi importanti nella sua gestione. 1. Rispecchiare 2. Domandare anziché giudicare 3. Porre domande, ma soprattutto ascoltare le risposte 4. Interessarsi a tutto quel che la riguarda 5. Non trattarla come se fosse ancora bambina…

Come scegliere il colore di casa

La prima impressione, entrando in una casa che non conosco, mi arriva dai colori. Quelli delle pareti, dei mobili, dei pavimenti. E, subito dopo, dal profumo. Quando ho dovuto ristrutturare casa, mi sono fermato parecchio a pensare quale sarebbe stato il colore o i colori predominanti, che volevo caratterizzassero la mia casa. Me la sono immaginata in tutti i modi, mi sono fatto fare disegni, ho consultato foto. Poi ho capito che avrei scelto i colori in base alla primissima sensazione che mi restituivano. E così, quando ho guardato un ambiente con i toni del bianco e del verde salvia e ho provato una sensazione di relax, ho capito che quelli sarebbero state le tonalità giuste. Ma naturalmente ognuno di noi ha reazioni molto soggettive ed è giusto che sia così. Io comunque, visto che sono un curioso di natura, ho letto un post molto interessante su Thesignofcolor.com (che vi…

Finalmente weekend? Ma dove!!

Apro Facebook e leggo “E’ venerdì, hip hip urrà!”, “Finalmente il weekend!” e altre espressioni di giubilo di questo genere. In effetti il fine settimana è un momento atteso, dove ci si può riposare, si possono vedere gli amici, si può leggere un bel libro, andare al cinema, fare shopping, dormire. Ma siamo proprio sicuri che questo valga per tutti??? No! La risposta è no, no, no, mannaggia la miseria! Se sei padre o madre di bambini tra 0 e 13/14 anni (range discutibile eh…), il tuo weekend sarà tutt’altro che riposante! Perché? Perché sarai sommerso dagli impegni (loro), dai compiti (loro), dai capricci (loro). E tu non avrai neanche un attimo di tregua per riposarti, staccare, farti un bagno caldo, stare davanti alla tv…a proposito, ma esistono ancora le tv? Questo mio fine settimana parte tra poco, alle 16.30 con il ritiro della figlia piccola a scuola. Poi corro…

Voce del verbo “staccare la spina”

Inizio subito con il dirvi che avete ragione! Sì, lo so che, dopo aver letto il titolo, state già brontolando: “Sì, bravo, prova tu a staccare la spina con due figli (o tre o uno, chi se ne frega), una casa da mandare avanti, il lavoro, la suocera, il compagno o la compagna, le bollette da pagare, il  mutuo…” Ho dimenticato qualcosa? 😉 Ovviamente sto scherzando, ma da un po’ di tempo ho capito che io fino a oggi non ho mai capito niente. Per me prendermi del tempo significava toglierlo alle mie figlie, ai miei genitori, ai miei amici. In realtà, prendermi del tempo mi offre la possibilità di scaricarmi di quanto mi pesa di più e ricaricarmi di energia positiva, che poi posso dare ai miei cari. Quando sono davvero stanco, i sintomi sono fatica cronica, mancanza di energia e sfinimento e l’unico rimedio efficace per risolvere questi…

Voi siete Puliti e Felici?

Settimana scorsa sono stato in giro per le strade di Padova insieme agli amici di Puliti&Felici e alla mia amica Gaia Dall’Oglio di Sgaialand Magazine. Non avete idea di quanto non mi sia divertito! Ma andiamo in ordine. Puliti&Felici è un webmagazine sulla casa: dispensa utilissimi consigli su come fare le pulizie, tenere in ordine, arredare lo spazio domestico…insomma come rendere la casa a prova di #casalinghidoc! Tra le sue numerose attività di divulgazione ed educazione, ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore: la conoscenza delle etichette e in particolare delle icone di sicurezza e i simboli di pericolo. Sono sicuro che tutti abbiamo visto sui prodotti per la detergenza della casa alcuni simboli, ma in pochi (siate sinceri!) ne conoscono il vero significato. “È impossibile per un uomo imparare ciò che crede di sapere già.” Epitteto Così siamo andati a testare la preparazione dei padovani e…ok, non posso…