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CHI SONO

Daniele Tarenzi

Da bambino volevo fare il medico, ma durante l’esame di maturità il Presidente della Commissione mi disse: “Signor Tarenzi, lei parla come una macchinetta. Spero voglia fare il giornalista o l’avvocato”. E così ho capito che la medicina non era la mia vera passione! Mi sono laureato in Lettere e specializzato in sociologia della comunicazione. Il resto è venuto da sé.

Il mio lavoro nella comunicazione si incastra benissimo con il mio essere un gran rompiscatole! Sono pignolo, ossessivo, preciso, ma anche creativo e lunatico. Insomma, un casino! In tutto questo riesco però ad essere sempre solare, allegro, aperto e sincero.
Non mi fermo mai, soprattutto la mia testa non si ferma mai: quando so di dover fare qualcosa la devo fare sempre bene, o forse anche di più.

Amo stare in compagnia. Gli amici sono per me un punto di riferimento imprescindibile. Dopo un periodo molto difficile, ho riscoperto il valore dell’amicizia, quella vera, quella profonda. Ho amici di ogni tipo e li adoro proprio per questo: ognuno è unico e nella sua unicità riesce a darmi il massimo, il meglio di sé.

L’altro mio grande punto di riferimento sono i miei meravigliosi genitori e la mia famiglia. Ho la fortuna di avere tanti cugini e cugine che mi adorano e che io adoro. Essendo figlio unico, loro sono come tanti fratelli e sorelle.
E finalmente arriviamo a due esseri speciali che adoro: le mie figlie

Papà imperfetto

Ho sempre sognato di essere padre: così come esiste l’istinto materno nelle donne, esiste l’istinto paterno e io l’ho sempre avuto. I bambini mi piacciono, mi incuriosiscono, mi stimolano. E pensare che, quando decisi che poteva essere il momento giusto per diventare padre, non fu per nulla semplice. Come si dice sempre…”non arrivavano”. Forse anche questa ricerca più impegnativa del previsto ha contribuito a rinforzare il mio istinto paterno.

Non avendo le competenze per parlare di mamme, altrimenti, visto la loro popolarità, lo avrei fatto, vorrei rivalutare un po’ la figura del papà: spesso è disegnato come quello impacciato, che sbaglia sempre, che non c’è mai quando serve, e che -non so perché- deve essere sempre messo a confronto con la mamma.

È vero, io sono sì un papà imperfetto (!), ma sono anche un papà che ama alla follia le sue figlie, che si dà da fare per loro, che gioca, che sgrida, che lava, che cucina (poco), che si fa truccare come una bambola o che si mette a fare i boccoli alle bambine per le occasioni speciali. Allo stesso tempo sono un uomo, che lavora, che cura la propria immagine, che va a teatro, al cinema, a cena fuori.
Ecco perché ho voluto creare questo blog: la figura del padre, anche se imperfetto, ha valore nella vita di una figlia o di un figlio. Sarei presuntuoso, se dicessi quello che penso veramente: cioè che sono perfettissimo! ahahahah
In realtà io mi sento imperfetto. Come uomo e come padre. L’importante però è dare il massimo, sempre: io ce la metto tutta per essere un buon padre e un uomo migliore.
E poi ho sempre in testa quello che disse Aristotele:

Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.

Scarica qui il media kit di Papà Imperfetto!