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Poco tempo fa parlavo con una mamma, che mi raccontava di quanto suo figlio sia bravo a scuola e “anche con le ragazze è molto timido, ben lontano da pensieri su sesso e affini”. E ridacchiava.
Sì, sì, ridi, cara mia; mentre tu ridi, tuo figlio probabilmente sta facendo sesso! 😉

Lo so, sono un po’ duro, ma è stato davvero il mio pensiero, dopo che avevo appena letto lo Studio Nazionale Fertilità promosso dal Ministero della Salute. In esso si afferma che la grande maggioranza dei giovani italiani cerca risposte in ambito sessuale su Internet. Poco presente la scuola nonostante la brama di sapere degli studenti.

In Italia – per la precisione – un diciassettenne su tre ha già avuto rapporti, ma in molti casi la sua conoscenza in ambito riproduttivo-sessuale non è poi così ampia. E le istituzioni scolastiche non sembrano essere di grande aiuto.

Questo è ciò che emerge dallo Studio Nazionale Fertilità, il rapporto promosso dal Ministero della Salute e realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per fotografare conoscenze e atteggiamenti degli adolescenti italiani in materia di sesso e attività riproduttive.

I dati principali
L’indagine ha riguardato 16.063 studenti provenienti da 482 scuole superiori sparse lungo tutto lo Stivale. L’età del campione quindi si attesta tra i 16 e i 17 anni.
Dai risultati ottenuti è emerso che sebbene i nostri ragazzi siano molto interessati al tema, gli istituti che dovrebbero essere preposti alla loro educazione non sembrano attrezzati per fornire tutte le risposte necessarie. Quasi tutti i giovani (il 94%) infatti pensano che sia la scuola a dover garantire una giusta formazione, ma alla fine l’89% i maschi e l’84% le femmine finisce per documentarsi su Internet.
E le famiglie? Poco coinvolte, così come gli esperti di settore (medici, consultori ecc…).

Simili fattori si traducono in situazioni in cui non sempre gli adolescenti si trovano ad affrontare questa fase cruciale della crescita con la giusta consapevolezza.

Lo dimostra il fatto che ben il 23% di loro non utilizza mai il preservativo, affidandosi a contraccettivi non sicuri come il coito interrotto o il calcolo dei giorni fertili.

Il dato appare ancora più interessante interessante poiché nonostante la quasi totalità del campione abbia dimostrato di essere al corrente dell’esistenza di malattie trasmissibili come AIDS l’herpes, una percentuale sostanziosa decide deliberatamente di non proteggersi, evidenziando quindi una conoscenza ancora troppo superficiale della questione.

Autore

Lavoro nella comunicazione, sono blogger per passione, ma prima di tutto un papà... imperfetto!

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