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L’argomento “compiti a casa” è uno dei più discussi dalle famiglie italiane.
Provate a dire di no!

Ogni giorno si consumano scene di dolore e tortura, in cui i protagonisti sono i nostri figli, “costretti” con la forza (brutta cosa) a svolgere i compiti assegnati dai malefici maestri o professori.
E vogliamo parlare di ciò che accade durante i fine settimana?
Voi scherzate e ridete, ma io ho assistito a scene deliranti, veramente difficili da gestire.

I bambini sono così e lo siamo stati anche noi a nostro tempo: se c’è da fare qualche compito, loro spariscono. Puf!
Che fare quindi?
Io sono l’ultimo a potervi dare dei consigli, a parte uno che ci tengo invece a farvi sapere.
Non ho mai (e sottolineo MAI) fatto i compiti insieme alle mie figlie.
Loro fin dalla prima elementare (Carolina è in prima) sanno che entro la domenica sera devono svolgere tutti i compiti assegnati. Punto.
Li fanno adesso, dopo, domani, di notte? Non mi interessa. L’importante è che svolgano quanto assegnato in maniera intelligente, con attenzione e concentrazione. Se poi hanno bisogno di un consiglio, di un’informazione che non trovano sui libri o sui quaderni e che io ho a disposizione, sanno che possono chiedere.
Non li fanno? Peggio per loro, ne discuteranno direttamente con l’insegnante.

Scordatevi, però, che io mi metta lì con loro a fare i compiti. Perché? Perché poi va a finire che li facciamo noi e loro iniziano a frasi i cavolacci loro! Sbaglio?

Ciò che invece penso sia utile fare (e faccio) è interrogarli; se hanno qualcosa da studiare, procedono così: prima studiano, applicando il metodo suggerito dagli insegnanti, poi ripetono ad alta voce da sole e infine ripetono ad alta voce a me o qualcun altro.

E voi conoscete altri modi per far fare i compiti ai vostri figli?

Autore

Lavoro nella comunicazione, sono blogger per passione, ma prima di tutto un papà... imperfetto!

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