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Diventare genitori per un uomo e una donna è sicuramente un’esperienza straordinaria e spesso il coronamento di un sogno.

Ecco: pensate di desiderare con tutto il cuore qualcosa e un giorno, quando siete pronti a realizzare il vostro sogno, qualcuno, uscendo da una camera grigia di uno studio medico, vi dice freddamente: “Mi dispiace, non potete avere figli senza un aiuto medico”.

Credetemi: vi crolla addosso il mondo.

Perché non poter aver figli non significa essere sbagliati. E invece in quel momento ti senti sbagliato.
Ma sbagliati sono tutti quelli che ti compatiscono. Non tu.

Il tema della procreazione medicalmente assistita (PMA) era già stato trattato in questo post grazie alla bellissima favola della Cicogna Fivetta: http://papaimperfetto.it/diario/con-la-cicogna-fivetta-parliamo-di-fecondazione-assistita/

Oggi ne riparlo grazie a un’altra esperienza diretta, quella di Debora Caruso, che ne ha fatto un diario dal titolo “L’Aurora in un diario – Il racconto della mia fecondazione assistita“.

Se leggete il diario di Debora potete sentire tutta la sua (la loro) forza, che emerge dirompente e toccante pagina dopo pagina.

papaimperfetto.it

Qui le ho fatto qualche domanda.

1. Il tema della procreazione assistita viene spesso trattato da parte di specialisti o persone non direttamente coinvolte: tu ne hai scritto un diario dove racconti la tua esperienza personale. Perché?

​Affrontare un percorso di procreazione assistita è stato, per me e per molte altre donne, un’avventura delicata e personale. Spesso non si riesce ad esternare del tutto la miriade di emozioni, paure e sconforti che si vivono durante questo viaggio. E’ stato difficile specialmente per un persona come me, riservata, autonoma e restia nel chiedere aiuto agli altri.

Ho avuto quindi l’idea di scrivere il libro “L’Aurora in un Diario – Il racconto della mia fecondazione assistita”  poiché sentivo la necessità di condividere con gli altri la mia esperienza in modo indiretto, attraverso la scrittura.

E’ nato dapprima come un diario personale nel quale annotavo giorno per giorno le esperienze vissute. Una volta terminato ho capito che questo libro è stato come una terapia che mi ha aiutata a ad elaborare e a gestire i miei sentimenti, ho sentito quindi il bisogno di donare il mio racconto per aiutare anche gli altri.

2. Qual è stato, nella tua esperienza, il momento più difficile e quello più bello?

Il momento più difficile è stato dapprima l’accettare il fatto di non poter avere figli e poi di dover chiedere e ricevere aiuto da qualcuno (cosa che non ho mai fatto durante la mia vita) per riuscire in una cosa così naturale come la gravidanza. L’esperienza più bella è stato il transfer embrionario, momento in cui i medici trasferiscono l’embrione in utero. Ho potuto vedere dal monitor una gocciolina luminosa, nella quale era contenuto l’embrione, che rotolava e si accomodava nella mia pancia. Finalmente stavo provando la sensazione di diventare mamma, di avere una piccolissima vita dentro di me.

3. Quanta cultura c’è in Italia, a tuo parere, riguardo la PMA?

Credo ce ne sia ancora poca in Italia. Anche io prima di iniziare questo percorso non ne sapevo nulla, non pensavo potesse capitare a me. Qualsiasi cosa che si vede poco probabile o addirittura impossibile non viene quasi mai presa in considerazione.

Ora posso affermare che le cose che ho dovuto studiare e imparare sul tema sono tantissime. Sarebbe bello divulgare informazioni sul tema anche alle persone che non fanno parte del mondo della PMA, per far sì che possano stare vicino e comprendere le persone che invece ci stanno dentro.

4. Hai avvertito sfiducia o scetticismo da parte della gente, quando ti sei trovata a parlare della tua esperienza?

Sono convinta del fatto che le persone che non conoscono il mondo della PMA e che fortunatamente non hanno mai dovuto ricorrere a queste procedure, non possano comprendere appieno cosa si prova. Cercano sempre, senza cattiveria, di sminuire o comunque di sdrammatizzare la situazione, non capendo che la persona che vive questo percorso necessita di esternare le proprie emozioni costantemente e a volte senza ricevere consigli o pareri.

5. Cosa diresti a una coppia che deve intraprendere il vostro stesso percorso?

Ha notato che spesso nelle coppie che si stanno avvicinando alla PMA c’è molta rabbia: tante si sentono malate, demoralizzate, sbagliate e sicuramente anche il rapporto di coppia ne risente. E’ per questo che consiglio di vivere questo percorso uniti al proprio partner. Siamo solo un po’ più sfortunate delle altre coppie che riescono subito a raggiungere il sogno, ma raggiungerlo sarà sicuramente molto più emozionante. Ovviamente vi faranno compagnia sentimenti come sofferenza, tristezza, paura e dolore, ma non dovrete mai sentirvi falliti. Prima di iniziare questo percorso vi consiglio di prepararvi emotivamente, dovrete essere pronti a provare le emozioni elencate prima e dovrete mettere in conto il fatto che i figli potrebbero anche non arrivare mai. Se non sarete pronti a questo, il senso di fallimento e di compassione farà capolino e vi accompagnerà per molto tempo.

In bocca al lupo, Debora. Con tutto il cuore. <3

Titolo: L’Aurora in un diario – Il racconto della mia fecondazione assistita
Autore: Debora Caruso
Trama: Un diario di eventi e vicende vissute dall’autrice dalla scoperta dell’infertilità all’esperienza della fecondazione assistita. Una giovane ragazza di 25 anni con un compagno praticamente perfetto e un lavoro stimolante. Cosa manca? È ovvio, un bambino. E per una come lei, abituata a raggiungere sempre l’obiettivo, il senso di fallimento non riesce a placarsi. Ma tra le difficoltà della fecondazione assistita scoprirà se stessa: i suoi limiti ma anche la sua forza. Il libro, toccante e a volte ironico, è rivolto alle donne che non riescono ad avere figli e a quelle donne che si stanno avvicinando al mondo della procreazione assistita. E’ uno strumento che aiuterà loro ad affrontare le battaglie di questo cammino con maggiore serenità e con una consapevolezza interiore.
Biografia: Debora Caruso nasce a Roma nel 1991, indipendente e determinata va a vivere da sola all’età di 19 anni. Si sposa a 23 anni e insieme al marito apre una società di produzione di cosmetici. La passione nascosta della scrittura si manifesterà in seguito ad esperienze di vita personali e toccanti, che la porteranno a scrivere il suo primo diario autobiografico sul tema delicato della fecondazione assistita.

Autore

Lavoro nella comunicazione, sono blogger per passione, ma prima di tutto un papà... imperfetto!

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