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Lo dicevo io. L’ho sempre sostenuto: non è che siamo ritardati, c’è una spiegazione scientifica a questo problema.
Quale?
Avete mai provato a chiedere a un uomo di cercare qualcosa? La risposta nel 90% dei casi è: “Non c’è!”.
Arriva la donna, con estrema pacatezza si guarda in giro e…tac! “E questo cos’è?”.

Ma adesso finalmente possiamo dire che non è colpa nostra! 😀
Insomma, non è questione di pigrizia, ma di natura. Il punto sta nella diversa “visione periferica”, che permette di percepire forme, colori e movimenti di oggetti che non sono davanti ai nostri occhi. Le donne sono in grado di vedere con buona precisione fino a 45° dal centro del loro campo visivo (laddove gli uomini vedono già sfocato), e in taluni rari casi sviluppano una visione periferica che sfiora i 180°.
Non lo dico io, ma la rivista Focus.

Sempre Focus ci spiega che “l’origine di questa distinzione potrebbe risiedere nelle abitudini sociali preistoriche. Le donne, occupandosi principalmente della raccolta di frutta, erbe e radici, avrebbero sviluppato una capacità visiva più ampia; al contrario gli uomini, adibiti alla caccia, avrebbero imparato a puntare la preda frontalmente e a concentrare l’attenzione su un oggetto alla volta, anche se a grandi distanze”.

Quindi, per favore, da oggi non sgridateci più!

Autore

Lavoro nella comunicazione, sono blogger per passione, ma prima di tutto un papà... imperfetto!

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