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Non era mai capitato, giuro!
Ero sempre stato attento a evitarlo come la peste. Sì, sapete, con la scusa del “sono troppo impegnato”, “il mio telefono lo uso soprattutto per lavoro”, etc. ero sempre (e dico sempre) riuscito a non farmi aggiungere a nessun gruppo Whatsapp di classe.

Poi è successo l’inevitabile: non ho neanche avuto il tempo di rendermene conto. Insomma, mi hanno raggirato! In un nano secondo, et voilà!

Ma come è potuto accadere?
Non fraintendetemi. Il gruppo WhatsApp di classe è utile (spesso è un vero e proprio salvavita), ma il rovescio della medaglia è di incappare in mamme e papà che tirano fuori il peggio di loro stessi.

Ci tengo a precisare che non riguarda il gruppo a cui sono iscritto io! 😉

A volte può diventare una sorta di luogo oscuro, dove le preoccupazioni si ingigantiscono fino all’eccesso, situazioni semplici e problemi risolvibili diventano casi di Stato. E, diciamocelo, il fatto di poter comunicare in pochi secondi con gli altri genitori della classe tira fuori il peggio da alcuni tipi di persone. Un paio di esempi? Eccoli!

I grati

Plin. Arriva il messaggio della rappresentante di classe: “Riporto di seguito il verbale della riunione di ieri”.
Mi sembra molto chiaro. Dentro di me penso: “Effettivamente è comodo questo sistema. Mi ero sbagliato a temerlo”.
Un secondo dopo…
“Grazie”
“Grazie mille”
“Ti ringrazio davvero”
“Ok, grazie sei super”
“Ti ringrazio e complimenti per i messaggi: avverto tanta energia positiva”
“Vero! Fanno stare meglio”
“Grazie per tutto quello che fai per noi!”
“Grazie anche ai miei genitori e a tutti i miei parenti”
“Grazie. Graziella e grazie al…”

I cagadubbi

Plin. Arriva il messaggio della rappresentante di classe: “Sul sito della scuola è disponibile la nuova circolare”.
Beh, qui non c’è molto da discutere. Perfetto.
Un secondo dopo…
“Scusate, ma in homepage o nella pagina delle circolari?”
“Ma sono in ordine cronologico o alfabetico?”
“Secondo voi si possono scaricare in pdf?”
“Non capisco, l’altro mio figlio che è all’Università le riceve con il piccione viaggiatore, perché qui sono sul sito?”
“Oddio, ho il dubbio di non essere nel gruppo giusto di Whatsapp”
“Dite quello che volete, ma io non mi fido ad aprire nessuna pagina online…e se ci fosse di mezzo il cyberbullismo?”

I PR

Plin. Arriva il messaggio della rappresentante di classe: “Per il regalo ai professori, ne parliamo nella riunione di domani”.
Molto bene. Domani, quindi non ora.
Un secondo dopo…
“Ma è fantastico! Conosco un posto adorabile dove c’è il 50% di sconto per mamme e papà isterici. Li compriamo lì?”
“Facciamo un sondaggio! Chi vota la penna con le iniziali incise?”
“Scusa, ma vicino a quel posto con lo sconto c’è qualche locale per un’apericena di classe?”
“#top! Se vuoi possiamo anche sushiare tutti insieme!”
“Ai prof possiamo regalare l’ultimo modello di bacchette giapponesi firmate Gucci, che ne dite??”
“Mi sono perso: questo è il gruppo di Tinder?”

I polemici

Plin. Arriva il messaggio della rappresentante di classe: “Entro domani bisogna versare 2 euro per la fame nel mondo”.
Beh, per fortuna sono solo 2 euro questa volta.
Un secondo dopo…
“Eh no, 2 euro mi sembrano davvero eccessivi. Manco fossimo in una scuola privata”
“Per cosa, scusate? Io posso sicuramente spendere meno. Mi arrangio da solo”
“Perché non chiediamo a mio cugggino che lavora nella mensa del suo paese?”
“Appproposito di mensa…vogliamo parlare del risotto scotto che oggi hanno servito?”
“Ma mia figlia, che è vegana, deve versarli lo stesso i 2 euro?”
“Che emozione sapere che i nostri figli contribuiranno alla fame nel mondo!”

Così è. Provate a dirmi il contrario…
Devo, però, ammettere che il gruppo a cui sono iscritto io, si comporta decisamente meglio.
(Quasi) sempre.
🙂

Autore

Lavoro nella comunicazione, sono blogger per passione, ma prima di tutto un papà... imperfetto!

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