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Giornata del Fiocchetto Lilla: conoscere e prevenire i disturbi alimentari

Sono un uomo e un padre.Non posso e non devo restare indifferente di fronte a un problema più comune di quanto si possa immaginare e che coinvolge ragazzini e ragazzine giovanissimi così come adulti. Parlo dei cosiddetti disturbi del comportamento alimentare.Sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza e oggetto di attenzione sul piano scientifico e mediatico per la loro diffusione e per l’esordio sempre più precoce tra le fasce più giovani della popolazione (8/9 anni). Oggi, 15 marzo, ricorre la giornata del Fiocchetto Lilla, resa istituzionale dal Ministero della Salute nel giugno 2018, che si propone di: Difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un disturbo del comportamento alimentare, combattendo i pregiudizi legati ad essi;Sensibilizzare l’opinione pubblica, informando circa la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre;Scoraggiare il distacco e il…

Innamorato

Ieri era San Valentino. Così, nel caso non ve ne foste accorti.Prima di iniziare, quindi, propongo un bel corale “Chissenefrega!”.Ecco, ora va meglio 😉 Prendo, però, spunto da questa data (14 febbraio), per parlarvi dell’amore. No, tranquilli, nessuna lezione da coma diabetico!Anche perché io sarei l’ultimo in grado di parlarvi di questo tema.Voglio solo condividere con voi il mio sentimento più puro, totalizzante, incondizionato: l’amore per le mie figlie. Più volte mi sento dire: “Ovvio che tu sia innamorato delle tue figlie!”. Onestamente io non lo darei per scontato. E’ un sentimento come tutti gli altri: potrebbe anche avere valori e intensità diverse.Quello che provo per loro è forse molto di più di “amore”.Proviamo a stendere un elenco di ciò che è per ciascuno di noi. Inizio io: è protezioneè curaè supportoè fiduciaè crescita E’… non so, aggiungete voi quello che volete. Ognuno vive in maniera diversa questo rapporto così…

I compiti sono serviti

L’argomento “compiti a casa” è uno dei più discussi dalle famiglie italiane.Provate a dire di no! Ogni giorno si consumano scene di dolore e tortura, in cui i protagonisti sono i nostri figli, “costretti” con la forza (brutta cosa) a svolgere i compiti assegnati dai malefici maestri o professori.E vogliamo parlare di ciò che accade durante i fine settimana?Voi scherzate e ridete, ma io ho assistito a scene deliranti, veramente difficili da gestire. I bambini sono così e lo siamo stati anche noi a nostro tempo: se c’è da fare qualche compito, loro spariscono. Puf! Che fare quindi?Io sono l’ultimo a potervi dare dei consigli, a parte uno che ci tengo invece a farvi sapere.Non ho mai (e sottolineo MAI) fatto i compiti insieme alle mie figlie.Loro fin dalla prima elementare (Carolina è in prima) sanno che entro la domenica sera devono svolgere tutti i compiti assegnati. Punto.Li fanno adesso,…

La procreazione assistita raccontata in un diario

Diventare genitori per un uomo e una donna è sicuramente un’esperienza straordinaria e spesso il coronamento di un sogno. Ecco: pensate di desiderare con tutto il cuore qualcosa e un giorno, quando siete pronti a realizzare il vostro sogno, qualcuno, uscendo da una camera grigia di uno studio medico, vi dice freddamente: “Mi dispiace, non potete avere figli senza un aiuto medico”. Credetemi: vi crolla addosso il mondo. Perché non poter aver figli non significa essere sbagliati. E invece in quel momento ti senti sbagliato. Ma sbagliati sono tutti quelli che ti compatiscono. Non tu. Il tema della procreazione medicalmente assistita (PMA) era già stato trattato in questo post grazie alla bellissima favola della Cicogna Fivetta: http://papaimperfetto.it/diario/con-la-cicogna-fivetta-parliamo-di-fecondazione-assistita/ Oggi ne riparlo grazie a un’altra esperienza diretta, quella di Debora Caruso, che ne ha fatto un diario dal titolo “L’Aurora in un diario – Il racconto della mia fecondazione assistita”. Se leggete il…

In viaggio con papà

Se dico “In viaggio con papà”, mi vengono in mente Alberto Sordi e Carlo Verdone in macchina lungo l’Italia. E un po’ mi ritrovo, quando insieme alle mie figlie facciamo qualche viaggio. In questo caso, però, si tratta di padri e figli che scelgono di andare in vacanza da soli. Mentre la mamma, felice e forse un po’ ansiosa, si prende una pausa, il resto della famiglia parte per un fine settimana o più, armati di tenda e sacco a pelo. Una tendenza in crescita che vede esperienze analoghe moltiplicarsi in più parti d’Italia. L’iniziativa è dei padri, decisi a prendersi un momento tranquillo per scoprire (o riscoprire) i figli. Così nel giro di poco, da un gruppetto di amici con prole, si arriva a un centinaio di adulti e bambini in trasferta, al punto che i posti non bastano a soddisfare tutte le richieste. Un esempio è quello del…