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[Horror] Il gruppo Whatsapp di classe

Non era mai capitato, giuro! Ero sempre stato attento a evitarlo come la peste. Sì, sapete, con la scusa del “sono troppo impegnato”, “il mio telefono lo uso soprattutto per lavoro”, etc. ero sempre (e dico sempre) riuscito a non farmi aggiungere a nessun gruppo Whatsapp di classe. Poi è successo l’inevitabile: non ho neanche avuto il tempo di rendermene conto. Insomma, mi hanno raggirato! In un nano secondo, et voilà! Ma come è potuto accadere? Non fraintendetemi. Il gruppo WhatsApp di classe è utile (spesso è un vero e proprio salvavita), ma il rovescio della medaglia è di incappare in mamme e papà che tirano fuori il peggio di loro stessi. Ci tengo a precisare che non riguarda il gruppo a cui sono iscritto io! 😉 A volte può diventare una sorta di luogo oscuro, dove le preoccupazioni si ingigantiscono fino all’eccesso, situazioni semplici e problemi risolvibili diventano casi…

Finalmente weekend? Ma dove!!

Apro Facebook e leggo “E’ venerdì, hip hip urrà!”, “Finalmente il weekend!” e altre espressioni di giubilo di questo genere. In effetti il fine settimana è un momento atteso, dove ci si può riposare, si possono vedere gli amici, si può leggere un bel libro, andare al cinema, fare shopping, dormire. Ma siamo proprio sicuri che questo valga per tutti??? No! La risposta è no, no, no, mannaggia la miseria! Se sei padre o madre di bambini tra 0 e 13/14 anni (range discutibile eh…), il tuo weekend sarà tutt’altro che riposante! Perché? Perché sarai sommerso dagli impegni (loro), dai compiti (loro), dai capricci (loro). E tu non avrai neanche un attimo di tregua per riposarti, staccare, farti un bagno caldo, stare davanti alla tv…a proposito, ma esistono ancora le tv? Questo mio fine settimana parte tra poco, alle 16.30 con il ritiro della figlia piccola a scuola. Poi corro…

Cronache di un (doppio) primo giorno di scuola

Tanto manca un sacco di tempo. Poi, dai uno sguardo al calendario e scopri che il giorno tanto atteso è arrivato. Sto parlando del primo giorno di scuola. Quest’anno, per me, speciale. Due inizi importanti (tutti gli inizi sono importanti, ndr): prima elementare per Carolina e prima media per Benedetta. Tralascio l’esaurimento nervoso che mi è venuto per portare a compimento le iscrizioni, i colloqui, i documenti, le scartoffie varie, le telefonate, etc etc. Concentriamoci sul grande momento. Sveglia presto, dopo una notte insonne…per me, eh, mica per loro! Alle 9 apertura dei cancelli della scuola media. Fuori un gruppo di ragazzini e ragazzine intimiditi con al seguito genitori tirati a lucido manco fosse un matrimonio. Ma si sa, la prima apparenza è quella che conta! Entriamo sorridendo a destra e manca, facendo finta di conoscere un sacco di gente (ciao, uè, tutto bene?, ma chi ti conosce…) e arriviamo…

Buchi alle orecchie: 7 domande da porsi prima di farli

“Papà, voglio farmi i buchi alle orecchie”. Se avete figlie femmine, prima o poi state tranquilli che vi sentirete dire questo. Come ci si deve comportare allora? La prima cosa da fare è essere ben informati, per evitare danni. Vi riporto 7 domande che mi sono posto e a cui ho trovato risposta grazie al portale Nostrofiglio.it. Quando fare i buchi alle orecchie delle bambine? “Anche se non c’è una controindicazione assoluta a fare i buchi da piccole, il periodo ideale sarebbe indicativamente dopo la pubertà o almeno dopo i sei anni, perché il sistema immunitario è più maturo e ha una maggiore resistenza nei confronti sia di infezioni, sia di reazioni di tipo allergico” dice la dermatologa Magda Belmontesi. “Va detto però che se c’è una familiarità a fatti allergici, le bambine sono predisposte a reazioni anche quando sono più grandicelle”. Qual è il materiale migliore per gli orecchini? Non c’è…

La domenica può essere “rilassata”?

Stamattina avevo in programma un post, che ho deciso di rimandare solo un attimo, per dare spazio a una mia riflessione personale che mi piace condividere con tutti voi. Ieri, domenica, mi ero preparato come sempre ad affrontare una serie di corse tra “fai questo, fai quello, fai i compiti, fanne un altro, guarda in su, guarda in giù…dai un bacio a chi vuoi tu”. Poi tutto ha preso inaspettatamente una piega diversa. Ci siamo svegliati con calma (che non significa tardi, sigh) e poi abbiamo programmato la giornata: pranzo dai nonni e pomeriggio all’aria aperta, complici il sole stupendo e la possibilità di incontrare degli amici. Così abbiamo tutti (io e le bambine) riscoperto il piacere di giocare a palla, di camminare senza parlare, di mettere i piedi nell’acqua (dell’Idroscalo di Milano, che non è il massimo, ma quello c’è!), di correre dietro a una cagnolona bellissima, di ritrovarsi…

Imparare a cucinare? Mi aiutate voi!

In questi giorni in molti mi avete scritto, lamentandovi della mia totale incapacità in cucina… “Ma hai cucinato le ricette di Pasqua?” “Non hai il forno???” “Vergognati, chissà che dai da mangiare alle tue bambine!”. Evvvabbbene!!! Avete ragione, ma proprio non ci riesco: non ho fantasia, non ho idee, non ho manualità. Insomma, non so proprio da dove iniziare. Quindi? Quindi lancio una sfida! Mandatemi le vostre ricette più semplici (più semplici, mi raccomando!!) e io vi prometto che proverò a cucinarle. A chi mi manderà la ricetta che mi riuscirà meglio ( a mio insindacabile giudizio, ovviamente) verrà offerta una cena (non cucinata dal sottoscritto, ovviamente 2 la vendetta). Vi piace? Ci state? Scrivetemi a daniele@papaimperfetto.it oppure su Facebook o Instagram. E che Dio mi benedica!

Papà sempre più digitali e…blogger!

Sarà che sono una papà blogger. Sarà che ho sempre amato la tecnologia e la possibilità di comunicare con tutti. Sarà che di solito noi papà siamo più timidi. Ma quando sento parlare di genitori digitali e di papà blogger, mi appassiono tantissimo! Ecco perché ho letto con molta attenzione questo post di Inside Marketing dal titolo: “I papà sul web: genitori sempre più digitali e daddy blogger”. Le mamme da questo punto di vista sono avanti anni luce! E’ ormai tanto tempo che in Rete spopolano blog di madri, che trattano dei più disparati argomenti: consigli, recensioni, esperienze personali. Tutto concentrato in post che vengono letti ogni giorno da moltissime persone. Sul fronte maschile, però, qualcosa sta cambiando: secondo i dati di Think with Google, infatti, l’88% dei papà Millennial crede che sia importante essere ‘il papà perfetto’ e non è un caso, allora, se 7 padri su 10 cercano informazioni online su…