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Stare a casa mi ha fatto bene. E non crediate che sia una questione di riposo, anzi! Ho lavorato più di prima e ho vissuto tutte le difficoltà che la “clausura” forzata ha portato nelle nostre vite. Nella vita di tutti.
Era fine febbraio, quando in Italia è esplosa la pandemia a seguito del Covid-19. Sono passati due mesi, un periodo abbastanza lungo per poter tracciare qualche piccolo resoconto.

Non poter uscire è stato sicuramente un sacrificio. Un sacrificio, che però mi ha costretto a rivalutare molto alcuni aspetti della mia vita che prima neanche vedevo. Per esempio?

Restare in CASA: ho riscoperto la mia casa, i suoi (piccoli) spazi, il suo essere per me accogliente e calda. Ho fatto ordine, pulizia, dentro e fuori di me.

Godere del TEMPO: prima correvo senza sosta e senza accorgermi di quanto mi passava tra le mani. Non vedevo le persone, non avvertivo le sensazioni e soprattutto non mi sentivo. Ora ho avuto l’opportunità di godere di momenti miei, calmi, riflessivi e, a volte, anche terribilmente noiosi.

Comprendere l’importanza delle PERSONE CARE: anche prima non dubitavo della loro importanza, ma ora ho provato a essere costretto a non vederle, a non abbracciarle. Ed è in queste situazioni che ti rendi conto di quanto ti possa mancare un abbraccio.

Avere una visione più nitida delle PRIORITA’: la domanda che più volte mi tornava in testa in questo periodo è stata “Conta davvero?”. E, il più delle volte, la risposta era no. Quindi, ho imparato che alle situazioni e alle persone bisogna dare il giusto peso.

E a voi che effetto ha fatto la quarantena? Pensate di aver imparato qualcosa di nuovo?

Autore

Lavoro nella comunicazione, sono blogger per passione, ma prima di tutto un papà... imperfetto!

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