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App Immuni cambia immagine

L’immagine dell’app Immuni era stata criticata perché rappresentava lo stereotipo di una famiglia tradizionale, dove l’uomo lavora e la donna si occupa dei figli. Uno scambio di ruoli:  via il neonato dalle braccia della mamma e al suo posto compare il PC. Via il PC dalle mani del papà, che si ritrova a cullare il bebè. Gli sviluppatori dell’app Immuni rispondono così alle critiche suscitate alla vista di un’immagine di “famiglia troppo tradizionale” che compare sul sito ufficiale dell’app: la mamma che si occupa del bambino e il papà che lavora e guadagna. Molto probabilmente non c’era nessuna malizia nel disegno che Bending Spoons ha utilizzato per la sezione «Proteggi noi stessi e i nostri cari», ma solamente l’intenzione di ritrarre una famiglia italiana. Questa rappresentazione però ha suscitato diverse polemiche, forse perché la famiglia è cambiata o si desidera cambiarla. Come scrive Antonio Polito sul Corriere della Sera: «Niente di grave, per carità, ma sarebbe stato bello se il…

Stare a casa mi ha fatto bene

Stare a casa mi ha fatto bene. E non crediate che sia una questione di riposo, anzi! Ho lavorato più di prima e ho vissuto tutte le difficoltà che la “clausura” forzata ha portato nelle nostre vite. Nella vita di tutti. Era fine febbraio, quando in Italia è esplosa la pandemia a seguito del Covid-19. Sono passati due mesi, un periodo abbastanza lungo per poter tracciare qualche piccolo resoconto. Non poter uscire è stato sicuramente un sacrificio. Un sacrificio, che però mi ha costretto a rivalutare molto alcuni aspetti della mia vita che prima neanche vedevo. Per esempio? Restare in CASA: ho riscoperto la mia casa, i suoi (piccoli) spazi, il suo essere per me accogliente e calda. Ho fatto ordine, pulizia, dentro e fuori di me. Godere del TEMPO: prima correvo senza sosta e senza accorgermi di quanto mi passava tra le mani. Non vedevo le persone, non avvertivo…

Famiglia e lavoro: ecco le regole del papà imperfetto!

Per molte donne conciliare famiglia e lavoro resta un compito difficile.Ma credetemi che lo è anche per molti uomini! Districarsi tra gli orari dell’ufficio e della scuola, i compiti dei bambini e le altre inevitabili incombenze quotidiane richiede un’organizzazione (IM)perfetta! Quindi, niente panico! Cerchiamo di capire quali possono essere alcune piccole regole di aiuto. OrganizzazionePer evitare di trovarvi all’ultimo minuto con un milione di cose da fare, cercate di prevedere in anticipo; io per esempio, preparo tutto la sera prima: le bambine si preoccupano delle cartelle e dei loro vestiti e io dei miei. E per fare la spesa, mi affido a Internet: qualche clic durante la pausa pranzo e il gioco è fatto!Alcune amiche mamme (lavoratrici) mi hanno anche dato un ottimo consiglio: preparare i pasti per tutta la settimana durante il weekend e poi conservarli nel congelatore. In questo modo riesco a trovare il tempo di stare con…

Giovani, allarme “workhaolism”: 3 su 10 lavorano anche in bagno

Ho appena letto la parola “Workhaolism”. Sapete che significa? Lavorare troppo!Ora vi spiego meglio. Quando ho letto questa notizia, ho avuto due reazioni opposte: stupore (“Non è possibile!”) e conferma (“E’ vero!”).Eh sì, lo ammetto: mi sono sentito tirato in causa. E un pochino la cosa mi dà fastidio. Ma che fare quindi? Cominciamo dal principio. La notizia che ho letto riporta una constatazione oggettiva e misurata: il dilatarsi del tempo dedicato al lavoro provoca l’assottigliarsi delle ore di libertà e l’egemonia della tecnologia e la costante presenza sui social network non aiutano. Questi fattori hanno determinato il delinearsi di uno scenario fortemente stressante e negativo, confermato da uno studio americano pubblicato su Forbes, secondo cui il 66% dei nativi digitali ha ammesso di sentirsi affetto da “workhaolism”, termine coniato nel 1971 dallo psicologo Wayne Oates nel libro “Confessions of a Workhaolic: The Facts about Work Addiction” e che indica “la compulsione o l’incontrollabile necessità di lavorare incessantemente”. Ma non è tutto,…

Al ristorante con i bambini (in pace)

Sarà capitato anche a voi di andare al ristorante e dover intrattenere i figli, in modo da evitare schiamazzi o pianti che avrebbero disturbato gli altri clienti.Fin da piccole, Benedetta e Carolina sono sempre venute con me fuori a cena, ma non vi nascondo che insegnare loro a stare sedute, a parlare con un tono di voce accettabile e a mangiare in maniera composta non è stata una passeggiata. Adesso sono nati diversi ristoranti che dedicano ampi spazi proprio ai bambini, che in questo modo si divertono e non diventano noiosi. Vi lascio un piccolo elenco, ma, se ne conoscete altri, scrivetemi! La Fornasetta Questa trattoria porta a fare un tuffo nel passato, con menu con piatti semplici e abbondanti, in un ambiente caldo e familiare. Lo spazio è ampio, adatto anche a grandi tavolate.C’è una sala dedicata ai bambini con giochi. Inoltre è possibile ordinare il menu bimbi a…

Stress? In Italia ne soffre il 90% degli uomini

Fermi tutti!Per la Festa del papà regalate una giornata in una beauty farm! D’altra parte, non lo dico io che noi uomini siamo stressati…eh!Lo dice una ricerca condotta da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica) alla vigilia della festa del papà, che evidenzia come il 90% degli uomini italiani soffre di un qualche disturbo di salute derivato dallo stress. Colpa del lavoro principalmente, ma anche dell’evoluzione sociale, dei cambiamenti negli stili di vita e del ruolo dell’uomo all’interno della famiglia. Secondo quanto emerso dall’indagine, l’attività a cui gli uomini dedicano la maggior parte delle energie è senza dubbio il lavoro (56%), seguito da famiglia e figli (52%) e vita di coppia (46%), mentre al tempo libero e all’esercizio fisico vengono dedicate le energie residuali. Inoltre, la maggioranza degli uomini dichiara che se potesse cambiare la gestione del proprio tempo, lo dedicherebbe agli affetti: il 64%…

2019: le novità sul congedo paternità

Ormai non avrò più questa possibilità, ma credo sia importante che tutti i futuri genitori conoscano le novità introdotte dall”approvazione della Legge di Bilancio 2019:il congedo di paternità è stato riconfermato. Congedo papà 2019, cosa cambia Il congedo di paternità è stato allungato di 24 ore. In sostanza, i neo papà potranno fare 5 giorni di assenza retribuita dal lavoro e obbligatoria, chiedendo un giorno in più facoltativo e arrivando così, in totale, a 6 giorni (a patto che l’ultimo ne sostituisca uno di congedo destinato alla mamma e che venga goduto entro 5 mesi dalla nascita). La Legge di Bilancio del 2017 aveva previsto per le nascite del 2018 l’aumento del congedo obbligatorio da due a quattro giorni: una grande conquista, per i neo papà e per le neo mamme, da difendere. Quest’anno è stato fatto anche di più: il congedo è stato esteso a cinque giorni. Oltre ai 5 giorni…