A dieci anni dalla scomparsa del fotografo Caesar Monti, la figlia Alice Montalbetti lo ricorda e celebra nel suo esordio letterario “Viale Monte Nero 55” (Edizioni Isenzatregua).
Un romanzo biografico ispirato all’infanzia nella mitica casa-studio di Viale Monte Nero 55 a Milano. Ricco di racconti, immagini inedite di famiglia e scatti di noti cantautori. Il romanzo è poi impreziosito dagli aneddoti di alcuni di essi raccolti dal giornalista Luca Cecchelli, per testimoniare un processo di creazione visiva per concept di LP e 45 giri diventati iconici, da Lucio Battisti a Pino Daniele.
chi è caesar monti
Caesar Monti, (1946 – 2015) al secolo Cesare Montalbetti, è stato fotografo e regista di fama internazionale, legando la sua firma non solo ad alcune delle più popolari copertine di 45 giri e LP della discografia italiana, dal pop al prog, ma anche al campo della pubblicità e dell’arte visiva. A lui piaceva definirsi “poeta dell’immagine”. Un interesse quello per la fotografia che risale ai tempi del servizio militare. Da autodidatta ha poi sviluppato una personale tecnica e affinato l’abilità fotografica nella stampa a mano mediante la realizzazione del suo famoso effetto sgranato.
La figlia Alice , qui al suo esordio letterario, desidera ricordarlo ripercorrendo, attraverso una divertente e curiosa narrazione romanzata e autobiografica, l’era della storica e originalissima casa-studio del padre in viale Monte Nero 55, all’epoca frequentata da cantanti, complessi e artisti legati in primis all’etichetta Numero Uno. Un’occasione per scoprire o riscoprire il ruolo di uno sperimentatore che meriterebbe di essere conosciuto più apertamente di quanto non sia stato riconosciuto in vita, attraverso le vicende quotidiane di una bambina e altri personaggi protagonisti di un luogo divenuto punto di ritrovo leggendario per il mondo discografico della Milano anni ’70.
la figlia alice
«Sono figlia d’arte ma non ho seguito la strada dei miei genitori, quindi non so disegnare né fotografare» – spiega l’autrice Alice Montalbetti. «Da dove e come cominciare a raccontare quello che ho vissuto da bambina in quei tempi?
Solitamente un libro deve emozionare ma io non avevo idea di quante parole avrei potuto trasformare in inchiostro. Sapevo solo che questo libro sarebbe stato autobiografico con un tocco di romanzata finzione. Anche se, persino ora, non sarei in grado di dire quanto di vero c’è e quanto di immaginato. Tralasciati tutti i “mi hanno raccontato”, posso dire che troverete un viaggio tra parole e immagini, cominciato da una piccola finestra a forma di oblò nella mia incredibile vita.
Sono nata in un lunedì di aprile a Milano in viale Monte Nero 55 e quella che vi racconto è la mia storia, intrecciata a quella delle copertine dei più grandi della musica italiana degli anni ‘70, tra quelle quattro mura, sotto un soffitto alto quattro metri e un pavimento scricchiolante… Episodi quotidiani oggi diventati proprio storia, mentre io ancora sogno quel paese delle meraviglie».
