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8 consigli per lavorare da casa

Lavorare da casa? Smartworking?E chi ci aveva mai pensato! Eppure molti di noi me compreso, in queste ore, stanno vivendo una situazione particolare: il Coronavirus ha costretto molte aziende a optare per lo smartworking, il lavoro da casa, così da evitare presenza di molte persone in un unico luogo, scoraggiando la diffusione del virus. Eccomi, anzi eccoci qua, quindi a fare i conti con giornate sicuramente piacevoli, perché siamo a casa nostra, ma più difficili da gestire, in quanto non abituati. Personalmente, ho cercato di fare il punto della situazione delle cose da fare e di darmi regole precise da rispettare. Il rischio altrimenti potrebbe essere quello di distrarsi troppo ed essere meno efficienti. Vi riporto qui le mie 8 regole per lavorare bene da casa. Poi ditemi che ne pensate! Prepara un’area di lavoro funzionale. E’ importante avere il giusto spazio e tutto ciò che ti serve a portata…

Famiglia e lavoro: ecco le regole del papà imperfetto!

Per molte donne conciliare famiglia e lavoro resta un compito difficile.Ma credetemi che lo è anche per molti uomini! Districarsi tra gli orari dell’ufficio e della scuola, i compiti dei bambini e le altre inevitabili incombenze quotidiane richiede un’organizzazione (IM)perfetta! Quindi, niente panico! Cerchiamo di capire quali possono essere alcune piccole regole di aiuto. OrganizzazionePer evitare di trovarvi all’ultimo minuto con un milione di cose da fare, cercate di prevedere in anticipo; io per esempio, preparo tutto la sera prima: le bambine si preoccupano delle cartelle e dei loro vestiti e io dei miei. E per fare la spesa, mi affido a Internet: qualche clic durante la pausa pranzo e il gioco è fatto!Alcune amiche mamme (lavoratrici) mi hanno anche dato un ottimo consiglio: preparare i pasti per tutta la settimana durante il weekend e poi conservarli nel congelatore. In questo modo riesco a trovare il tempo di stare con…

Giovani, allarme “workhaolism”: 3 su 10 lavorano anche in bagno

Ho appena letto la parola “Workhaolism”. Sapete che significa? Lavorare troppo!Ora vi spiego meglio. Quando ho letto questa notizia, ho avuto due reazioni opposte: stupore (“Non è possibile!”) e conferma (“E’ vero!”).Eh sì, lo ammetto: mi sono sentito tirato in causa. E un pochino la cosa mi dà fastidio. Ma che fare quindi? Cominciamo dal principio. La notizia che ho letto riporta una constatazione oggettiva e misurata: il dilatarsi del tempo dedicato al lavoro provoca l’assottigliarsi delle ore di libertà e l’egemonia della tecnologia e la costante presenza sui social network non aiutano. Questi fattori hanno determinato il delinearsi di uno scenario fortemente stressante e negativo, confermato da uno studio americano pubblicato su Forbes, secondo cui il 66% dei nativi digitali ha ammesso di sentirsi affetto da “workhaolism”, termine coniato nel 1971 dallo psicologo Wayne Oates nel libro “Confessions of a Workhaolic: The Facts about Work Addiction” e che indica “la compulsione o l’incontrollabile necessità di lavorare incessantemente”. Ma non è tutto,…