Quando sento parlare di abusi e violenze sui bambini, divento una iena. Purtroppo, dalle ultime statistiche, sembra che 1 bambino su 5 subisca abusi di vario genere o molestie sessuali durante la sua infanzia.
Come possiamo insegnare ai nostri figli e figlie a fare attenzione e, nel caso, a chiedere aiuto? Il Consiglio d’Europa ha stilato una guida che aiuta i genitori a spiegare ai bambini dove non devono lasciarsi toccare, come reagire e in che modo cercare aiuto.
Che cos’è la Regola del Quinonsitocca?
La Regola è molto semplice: i bambini non devono permettere a nessuno di toccare le loro parti intime né devono toccare quelle degli altri. Si tratta di un modo di insegnare ai piccoli che il loro corpo appartiene solo a loro e che esistono modi di toccare buoni e modi invece cattivi.
La Regola del Quinonsitocca si compone di 5 parti:
1) Il tuo corpo ti appartiene
Il corpo di ciascuno di noi è proprietà privata e nessuno deve poterlo toccare senza il nostro consenso. E’ questo il messaggio importante che deve passare ai bambini già a partire dalla giovanissima età. Si dovrebbe fare utilizzando i nomi corretti dei genitali e delle altre parti del corpo. Inoltre, ai bambini va insegnato che si possono rifiutare anche di essere toccati e persino baciati da qualcuno di famiglia se non ne hanno voglia. I piccoli devono imparare a dire NO in maniera ferma e decisa, subito alle prime manifestazioni di contatti fisici inappropriati e parlarne immediatamente con qualcuno di cui si fidano, insistendo nel caso non vengano presi sul serio.
2) Modo di toccare buono – modo di toccare cattivo
Per un bambino potrebbe non essere semplice capire se qualcuno lo sta toccando con buone o cattive intenzioni. Ecco perché bisogna spiegargli che non devono permettere a nessuno di guardare o toccare le loro parti intime e neppure devono farlo loro su richiesta di qualcun altro. Per permettergli di capire meglio il limite e fissarlo nella mente si può far riferimento alla biancheria intima come luogo “off limits” che nessuno, se non autorizzato, può superare. I genitori dovranno ovviamente spiegare che chi si occupa dei bambini potrebbe aver bisogno di toccarli per esigenze gestionali, mediche o altro ma che comunque, se una situazione li mette a disagio, possono sempre dire di No.
3) I segreti buoni – i segreti cattivi
Purtroppo chi abusa dei bambini sa che una tattica che funziona molto bene è quella della segretezza. Ecco allora che è bene insegnare la differenza tra segreti buoni e segreti cattivi. Se un segreto li mette a disagio, gli fa paura, li rende ansiosi o tristi sicuramente si tratta di un segreto cattivo e quindi non va mantenuto ma confidato ad un adulto di riferimento e fiducia.
4) La responsabilità della prevenzione e della protezione spetta a un adulto
Prevenire gli abusi è prima di tutto una responsabilità degli adulti e sarebbe bene evitare che a sopportarne il peso siano invece i più piccoli. E’ facile infatti che, nel caso di violenze di tipo sessuale, i bambini provino non solo paura e vergogna ma anche senso di colpa. Il difficile compito degli adulti è quello di riuscire a comprendere e interpretare i loro sentimenti, non creando un tabù riguardo alla sessualità ma allo stesso tempo accertandosi che i piccoli crescano in un ambiente in cui c’è fiducia di confidare qualcosa di importante ai propri genitori.
5) Altri suggerimenti utili
Bisogna indicare e rendere chiaro ai bambini chi sono gli adulti di cui si possono fidare e che possono loro stessi sceglierli nella cerchia dei famigliari creando così una rete che li può supportare in caso di bisogno. La guida consiglia di scegliere un persona che vive con il bambino e una al di fuori.
E’ necessario però fare anche attenzione al fatto che spesso l’autore degli abusi è una persona conosciuta dal piccolo non dimenticando la possibilità di un adescamento in rete o da parte di uno sconosciuto. In quest’ultimo caso, ovviamente il bambino deve aver chiaro che non bisogna accettare regali, inviti o peggio ancora salire in auto con una persona che non si conosce.
Materiali utili ad insegnare la Regola del Quinonsitocca
Il Consiglio d’Europa, per facilitare il compito a genitori ed educatori, mette a disposizione una serie di materiali che si possono utilizzare per insegnare la Regola del Quinonsitocca ai bambini.
Uno spot televisivo a cartone animato
Un libro illustrato adatto a bambini tra i 3 e i 7 anni il cui protagonista è Kiko un pupazzetto alle prese con una grande mano. Il tutto, compresa la breve guida in pdf, può essere scaricato dal sito underwearrle.org.
