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Si può restare davvero sconnessi per un giorno? È la sfida che sta alla base del Sconnessi Day che si celebra il 22 febbraio. Sconnessi Day Si tratta di una giornata nazionale che celebra l’importanza di disconnettersi dal mondo digitale e riconnettersi alla vita reale almeno per un giorno. Libri, sport, attività all’aria aperta o in casa: tutto ciò che permette di scollegarsi e riappropriarsi del proprio tempo libero! Un’operazione di digital detox di 24 ore per liberarsi di smartphone e computer e prendere consapevolezza di come la connessione a Internet impatti e influenzi la quotidianità di ciascuno. Che cosa fare? Essere sconnessi non significa necessariamente fare qualcosa. A volte annoiarsi un po’ non guasta!Però esistono sicuramente attività che possono aiutare a stare bene, senza schermi e messaggi. Ottimo per l’umore e per la mente. Facendo riposare il cervello e trascorrendo del tempo all’aperto si contribuisce a migliorare la memoria.…

Che gli adolescenti siano iperconnessi non è una novità. Che lo siano anche gli adulti, nemmeno. Forse quello su cui noi genitori dovremmo interrogarci è: quali sono i rischi più evidenti a cui i giovani sono esposti quando usano a lungo i social media? Come rendere Internet un luogo sicuro e positivo? Il contesto La connessione online è diventata una parte integrante e necessaria della vita quotidiana, acuitasi ulteriormente in seguito al primo lockdown: costretti a trascorrere molto tempo a casa, i più giovani, soprattutto, si sono allontanati dal mondo reale e si sono avvicinati ancora di più a quello virtuale. Si stima infatti che gli adolescenti trascorrano in media circa 7 ore al giorno online, principalmente per attività legate al consumo di contenuti video e alla comunicazione con i propri coetanei. È innegabile, dunque, che se da un lato le nuove tecnologie hanno salvaguardato la socialità, permettendo a tutti…

La scuola sta per cominciare: pronti per la campanella di inizio anno? Per i più piccoli, che per la prima volta prendono posto tra i banchi di scuola, si tratta sicuramente di un momento molto emozionante e significativo nell’apprendimento. E noi genitori, che insieme a loro viviamo questo grande passo, spesso ci chiediamo: come prepararli all’ingresso nella scuola dei “grandi”? Vi riporto qui 8 giochi divertenti ed educativi per insegnare ai più piccoli a scrivere e fare i calcoli by Dal Negro (https://shop.dalnegro.com/). Maxi Lavagna Learn & Play: è il gioco preferito da bambini e genitori perché perfetto per le attività di apprendimento e per sviluppare la parte artistica e creativa dei più piccoli. La Maxi Lavagna, double face con cavalletto, può essere utilizzata per imparare a scrivere e disegnare sia con i gessetti sia con i pennarelli. Oltre alle due tavole da disegno, il gioco ha un orologio che…

Mai come oggi, fra mascherine, divisori in plexiglass e distanziamento sociale, i bambini sono esposti a paure che rischiano di condizionare la loro quotidianità. Insegnare ai più piccoli a riconoscere i loro timori senza banalizzarli è il primo passo per renderli più forti e consapevoli. Quid+ (www.quid-plus.com), la linea editoriale firmata da Gribaudo, parte del Gruppo Feltrinelli, ha raccolto nel volume “Tante paure, senza paura” tredici storie dedicate alle “paure più diffuse”, impreziosite dalle illustrazioni di Valeria Abatzoglu. Il libro, a cura dell’autrice Barbara Franco e con la consulenza della psicologa Chiara Bosia, sarà disponibile nelle migliori librerie dal 7 ottobre al prezzo di 16,90 euro. “Provare paura è naturale: è un’emozione viscerale, che ha a che fare con il nostro istinto di sopravvivenza. Spesso, però, ci blocca e non ci permette di guardare oltre”, spiega l’autrice Barbara Franco “Tante paure, senza paura è un percorso, grazie al quale possiamo aiutare il nostro bambino a capire che è naturale provare paura, che ogni persona ha le proprie e che vanno riconosciute e comprese, per arrivare ad…

Siamo nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 e molte cose stanno cambiando. Compreso il rapporto tra figli e genitori.Il Comune di Milano e l’Ordine degli Psicologi della Lombardia hanno pubblicato questo vademecum con importanti indicazioni e consigli per noi genitori con figli tra 0 e 10 anni.Ne riporto integralmente il testo. La seconda fase dell’emergenza apre a nuovi scenari che sottendono paure e timori tipici di un nuovo processo di adattamento. Seppur faticoso, l’isolamento e le restrizioni che lo determinavano sono diventate negli ultimi due mesi il contenitore delle angosce legate al virus e delle spinte verso il mondo esterno, faticosamente silenziabili. Ora che ci troviamo a fare i conti con un contenitore non più così definito, è necessario ripensare ai nostri comportamenti e alle nostre abitudini, sentire e riconoscere i vissuti e le emozioni che questi ulteriori cambiamenti generano. Ancor più come genitori si è chiamati a compiere questo processo…

Il tempo in casa sta diventando davvero lungo e i bambini iniziano a diventare insofferenti (come non capirli!). Ecco perché oggi voglio condividere queste informazioni che arrivano dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca. I bambini a casa manifestano agitazione, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Questi sono tutti segnali di una frustrazione che i genitori si ritrovano a dover gestire, anche loro spesso occupati tra lavoro e casa oppure inattivi, in attesa della riapertura delle aziende. Cristina Riva-Crugnola è professore associato di psicologia dinamica in Bicocca; da lei arriva qualche consiglio pratico su come gestire al meglio i bambini a casa in questa situazione difficile. Cercare di ri-creare delle piccole routine. Fondamentale per i bambini è avere piccoli momenti a cui potersi attaccare come piccole ancore rassicuranti: “ci alziamo, facciamo colazione, giochiamo..”Incentivare e valorizzare i contatti sociali per attenuare l’isolamento. Per i più piccoli, questo può avvenire attraverso videocollegamenti di saluto con le educatrici, per i più grandicelli…

Vi voglio raccontare una riflessione che ho fatto sul Carnevale. Ieri, mentre tornavo a casa dopo il lavoro, mi sono seduto sulla metropolitana accanto a una giovane donna, che parlava al telefono.Visto il tono di voce (!) era inevitabile sentire quelle che diceva a questa amica, che alla fine del mio viaggio era diventata un po’ anche mia amica…come se la conoscessi da tempo! 🙂 Le due chiacchieravano dell’imminente Carnevale: che cosa fare, dove andare, come gestire i figli e…problema principale…quale costume comprare!Sì, perché l’importante – da quello che ho capito – era che il costume di carnevale fosse bello, alla moda e acquistabile già fatto a qualsiasi prezzo. Non bisognava perdere tempo e fare fatica.Le due si dicevano: “Lo compriamo, glielo mettiamo e li portiamo in qualche posto con l’animazione così noi possiamo chiacchierare con calma”. E giù di risatine. Io sono l’ultimo a poter giudicare e infatti non…