Oggi metto da parte per un attimo la mia voglia di prendersi meno sul serio, per dare spazio a un tema che invece serio è. E tanto.
Oggi è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, un abbraccio collettivo contro i disturbi del comportamento alimentare; un abbraccio tra chi ci è passato, chi sta lottando, chi è vicino a chi lo fa ogni istante della sua vita.
Insieme anche a medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti.
Oggi saranno organizzati oltre 120 incontri in tutta Italia tra ambulatori specializzati del servizio pubblico, ospedali, sedi di associazioni, teatri.
Una giornata di sensibilizzazione promossa per la prima volta nel 2012 dall’Associazione “Mi Nutro di Vita” (Pieve Ligure – GE).
E sapete una cosa? L’iniziativa parte da un padre, Stefano Tavilla, che ha perso la figlia Giulia a soli 17 anni per bulimia (in lista d’attesa per ricovero in una struttura dedicata) e ricorre il 15 marzo, proprio nel giorno della sua scomparsa.
Questa Giornata offre speranza a coloro che stanno ancora lottando e mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare (D.C.A.): Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità, EDNOS, e tante e nuove forme ancora.
- difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un DCA, combattendo informazioni distorte e/o pregiudizi;
- sensibilizzare l’opinione pubblica, facendo conoscere la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre;
- scoraggiare il distacco ed il disinteresse da parte di chi non è direttamente coinvolto dalla malattia;
- accrescere la consapevolezza a livello individuale, collettivo ed istituzionale del carattere di epidemia sociale che i DCA stanno assumendo a livello nazionale e mondiale;
- creare una rete di solidarietà verso chi è colpito da DCA, personalmente o in famiglia, per combatterne il disagio relazionale e il senso di abbandono e sconfiggere l’omertà che accompagna questi disturbi.
In Italia sono 3 milioni i giovani che soffrono di DCA, un fenomeno spesso sottovalutato sia da chi ne soffre che dai famigliari, e che costituisce una vera e propria epidemia sociale: il 95,9% sono donne, il 4,1% uomini. Soffrire di un DCA, oltre alle conseguenze negative sul piano organico, comporta effetti importanti sul funzionamento sociale della persona, con gravi penalizzazioni della qualità di vita; ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali.
Spesso, inoltre, il disturbo alimentare è associato ad altre patologie psichiatriche: oltre, quindi, a provocare un’intensa sofferenza psichica, coinvolge anche il corpo, con serie complicanze fisiche. Tuttavia, solo una piccola percentuale di persone che soffrono chiede aiuto.
Dedicare una giornata-evento ai Disturbi del Comportamento Alimentare significa aumentare l’attenzione attorno a queste patologie che utilizzano il corpo come mezzo per comunicare un disagio ben più profondo.
E’ quindi fondamentale implementare la corretta informazione intorno ai DCA, per facilitare la comprensione dei meccanismi psico-biologici che favoriscono la malattia e diffondere la consapevolezza che questi disturbi possono essere curati attraverso una rete assistenziale orientata all’individuazione precoce del disturbo, tramite l’attivazione di percorsi riabilitativi multidisciplinari specializzati.
Fondamentali per il successo del trattamento sono, infatti, la diagnosi precoce della malattia ed un intervento tempestivo affidato ad un’équipe di medici specialisti.
Chi vuole avere delle informazioni, capire se nella sua città esistono ambulatori o strutture residenziali, farsi consigliare, ci sono il sito disturbialimentarionline.it realizzato dal Ministero della Salute e il numero verde 800 180969.

